Revoca dell’amministratore di condominio

La figura dell’amministratore di condominio è presente in tutti i condomini in cui ci sono almeno otto condomini. Ma il rapporto può essere interrotto tramite la revoca dell’amministratore di condominio.

Ai sensi dell’articolo 1129, comma undicesimo, del codice civile: “La revoca dell’amministratore può essere deliberata in ogni tempo dall’assemblea, con la maggioranza prevista per la sua nomina oppure con le modalità previste dal regolamento di condominio. Può altresì essere disposta dall’autorità giudiziaria, su ricorso di ciascun condomino, nel caso previsto dal quarto comma dell’articolo 1131, se non rende il conto della gestione, ovvero in caso di gravi irregolarità”.

Quindi, la revoca può avvenire per volontà dell’assemblea condominiale o su iniziativa di un singolo condomino in due modi:

  • tramite assemblea di condominio: con o senza giusta causa;
  • tramite attività giudiziaria: uno o più condomini depositano ricorso in tribunale quando l’amministratore non adempie agli obblighi o in caso di gravi irregolarità.

Revoca dell’amministratore tramite assemblea di condominio

Per considerare valida la revoca dell’amministratore tramite assemblea di condominio si deve:

  • convocare formalmente l’assemblea;
  • avere abbastanza condomini da poter raggiungere il quorum (ovvero la maggioranza degli intervenuti rappresenta almeno la metà del valore dell’edificio);
  • avere la maggioranza dei condomini (sia per numero che per millesimi) a favore della revoca.

La revoca tramite assemblea di condominio permette di interrompere il rapporto con l’amministratore condominiale anche senza giusta causa.

Secondo la legge, l’amministratore rimane in carica fino a quando non viene nominato il successore, quindi, subito dopo la votazione per la revoca, si vota per la nomina del nuovo amministratore condominiale.

Revoca dell’amministratore tramite attività giudiziaria

La revoca dell’amministratore tramite attività giudiziaria è ordinata direttamente da un giudice e può essere ottenuta anche da uno solo dei condomini, presentando un ricorso in tribunale.

Al contrario della revoca tramite assemblea che si può richiedere anche senza giusta causa, la revoca tramite giudice deve essere giustificata. Si può richiedere la revoca nel caso di:

  • una grave irregolarità, come per esempio:
  • mancata convocazione dell’assemblea di condominio per l’approvazione del rendiconto condominiale o per la revoca dell’amministratore,
  • errori e dimenticanze nei registri condominiali,
  • ambiguità nelle finanze di condominio,
  • mancata riscossione dei crediti spettanti al condominio,
  • corruzione
  • una inescusabile superficialità che riguarda la mancanza di professionalità nell’adempimento del suo ruolo.

Brandini Amministrazione

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